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Corriere della Sera - Sabato 8 Gennaio 2011 - Pagina 39


Moda Cabina armadio Da Emma Watson a Michelle Obama: il miniabito di tendenza è in merletto nero. Ecco come portarlo.

Pizzo (con garbo) anche in ufficio

La trasparenza di una camicia sotto il tailleur non è più tabù

«Voi indossereste il pizzo?», chiede Kate Starkey, sarta dei professionisti newyorkesi alle sue clienti autonome e indipendenti sul sito www.katestarkeycouture.com. La domanda non è superflua. Gli stilisti hanno rilanciato il tessuto prodotto nel Rinascimento ad Argentan, in Normandia, per le occasioni in cui non si deve passare inosservate (Dolce&Gabbana, Valentino, Oscar de la Renta) ma anche come capo basico sotto il giubbotto di montone (Burberry Prorsum). Il pizzo, in origine decoro delle classi agiate, nel mondo moderno con le sue trame, pieno-vuoto, rigido-morbido, è usato per proiettare il corpo delle star simbolo massimo di potere e successo. Un tocco di vanità per la morbida Michelle Williams che, con abito a corolla in dentelle rosso, incarna perfettamente il mito di Marilyn nel film My Week with Marilyn; così come per l'algida Nicole Kidman, alla première del film Rabbit Hole con l'abito blu tricottato con paillettes. Ma il pizzo ha conquistato soprattutto le ragazze. E non solo sul red carpet, con le ventenni Emma Watson e Kristen Stewart, che si contendono il microabito di tendenza in pizzo nero. «Io e le mie amiche andiamo a comprarlo nelle mercerie e lo attacchiamo ai golfini di Zara, per imitare lo stile "sweet lolita"» dice Elisa, 16enne milanese. Lo stile sexy drammatico è finito, il nuovo pizzo è sottile e delicato. Pizzi e merletti della nonna presenti in massa sulle passerelle proiettano nella primavera estate una donna sensuale con humor. E si può leggere il ritorno del pizzo come emblema di gentilezza, parola in disuso e oggi tornata improvvisamente di moda. Bisogna provare a indossarlo, un abito di pizzo, per capire come ci sente. Soprattutto oggi, che un tocco di vedo-non-vedo è accettato anche nei luoghi istituzionali. «Lo charme passa anche attraverso l'utilizzo del pizzo, basta avere equilibrio e misura», afferma Giovanna Brambilla, cacciatrice di teste, amministratore delegato di Value Search. «L'abbigliamento è un grande codice di comunicazione, ma una camicia di pizzo sotto un tailleur è ammessa per qualsiasi colloquio così come in un tribunale. E poi Michelle Obama ci ha insegnato che le braccia in trasparenza non sono più un tabù». RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Teresa Veneziani