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Corriere della Sera - Venerdì 19 Marzo 2010 - Pagina 49


L’indagine di «Les Echos»: i neoassunti e le multinazionali

I giovani preferiscono le «piccole»

Le grandi multinazionali stanno perdendo lustro. Almeno agli occhi delle nuove generazioni francesi. Basti dire che «Les Echos», noto quotidiano economico-finanziario parigino pilotato da Nicolas Beytout, di recente ha titolato «Les jeunes préférent les petites entreprises»: i giovani preferiscono le piccole imprese. E non si è fermato qui, ma ha sfoderato un'indagine dai risultati inequivocabili: tra i 18-29enni d'Oltralpe ben 84 su 100 (oltre mille gli intervistati) preferiscono lavorare in società che hanno meno di 249 dipendenti.

E in Italia la grande company seduce ancora? Probabilmente sì. Però una cosa è certa: il blocco delle assunzioni degli ultimi 24 mesi e le scarse probabilità di conferma post-stage stanno lasciando i loro segni. Tant'è che tra gli under 30 cominciano a spuntare dei disinnamorati. Come Valentina Mevio, 25enne bocconiana con laurea specialistica in management, che, dopo 18 mesi di stage negli uffici marketing di realtà di grosso calibro, ha scelto la F.lli Gancia & C., un'azienda di poco più di 100 dipendenti. «Sono state sicuramente esperienze valide e formative - spiega -ma la prospettiva era un altro stage o il commerciale». Molto meglio, allora, un contratto a tempo determinato (ma con possibilità di prosecuzione) come junior brand manager in una società di dimensioni più ridotte, che ha un progetto interessante e investe su di te per realizzarlo. Emanuele Cardani, ingegnere elettronico di 26 anni, addirittura, ha puntato sin dall'inizio sulle medio-piccole. «Ci ho lavorato durante la tesi - racconta - e mi è piaciuta l'atmosfera famigliare e la possibilità di toccare l'intero processo, di vedere ciò che si realizza». Non a caso, poco dopo la laurea (specialistica) al Politecnico di Milano, è entrato come progettista in Pariani, una realtà (principalmente focalizzata in ambito avionico-aeronautico) che conta una trentina di dipendenti.

Ma c'è di più: a «disertare i giganti» non è solo la fascia junior. «La tendenza è generale» afferma Giovanna Brambilla, amministratore delegato di Value Search. «A parità di condizioni, in questo momento, molti manager preferiscono l'azienda di medie dimensioni (ovviamente equilibrata e sana nel suo business) alla classica public company americana, magari quotata al Nasdaq» assicura. RIPRODUZIONE RISERVATA

Iolanda Barera