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Corriere della Sera - Lunedì 5 Luglio 2010 - Pagina 6


Made in Italy - In cantiere il piano triennale della società. Il ruolo di Red Circle, holding di «sperimentazioni» dell'imprenditore.

Diesel - Rosso apre e si affida a una donna

L'arrivo, nei giorni scorsi, dell'amministratore delegato Daniela Riccardi inaugura un periodo di trasformazioni Fatturato a 1,3 miliardi. E dopo la procedura per 35 esuberi per la prima volta entra in azienda il sindacato.

Ufficialmente è arrivata giovedì scorso, primo luglio, nel piano dell'estate, periodo tradizionalmente quieto per gli affari, ma forse anche per questo più adatto per tutti ad affrontare un «salto» di questo genere. Di Paese: dalla capitale della Repubblica popolare cinese, Pechino, 10 milioni di abitanti, a Breganze, comune della provincia di Vicenza che sfiora i 9 mila abitanti. Di dimensione: da una multinazionale come Procter & Gamble a un'azienda internazionale ma a capitale familiare come Diesel, il cui il fondatore è giovane e pienamente operativo. Di settore: dal largo consumo alla moda alto di gamma. C'è attesa per capire quale sarà il nuovo corso del marchio fondato da Renzo Rosso ora che alla guida operativa di Diesel è arrivata Daniela Riccardi, manager di solida fama proveniente appunto da P&G China, di cui era presidente. Se e quali ulteriori mutamenti manageriali ci saranno. E anche per capire qualche sarà più in generale il futuro del gruppo veneto che comprende, sotto la holding Only The Brave, oltre a Diesel, Staff International e 55Dsl; e sotto quello dell'altra holding personale di Rosso, la più piccolina Red Circle, gli investimenti immobiliari e quelli che l'imprenditore definisce «investimenti sperimentali o passionali», come Yoox. Rappresentanza - L'arrivo di Riccardi non è, infatti, l'unico cambiamento che si registra nell'azienda nata a Molvena e da poco trasferita nel nuovo quartier generale di Breganze, segno anche questo di una fase nuova. Per la prima volta, in questi ultimi mesi, è entrato in Diesel il sindacato. «Già il solo fatto che si sia deciso di aprire una procedura di mobilità, anziché trovare altre soluzioni personali come è avvenuto in tutti questi anni finora, dà l'idea che qualcosa stia cambiando. Il gruppo Diesel si sta strutturando come un grande gruppo industriale», dice per esempio Chiara Bonato, che per la segreteria della Filcem-Ggil di Vicenza segue la società. I 35 esuberi, che erano stati individuati soprattutto nella logistica per effetto della riunione a Breganze di tutti gli uffici Diesel sparsi nella zona, si sono ridotti a 19, ma intanto il sindacato inizia a costruire un nuovo rapporto con i lavoratori. «Ci sono state parecchie iscrizioni e attenzione da parte dei lavoratori», dice Bonato. Il primo e più importante appuntamento dopo l'estate sarà quello di riuscire a dare vita a una Rsu. Lo stesso Rosso spiegando perché la scelta di un amministratore delegato esterno per Diesel, la «sua» creatura dalla quale lo scorso anno è uscito anche un nome storico come il direttore creativo Wilbert Das (sostituito da Bruno Collin come direttore artistico), aveva detto che «il gruppo ha assunto una complessità non indifferente. Ma i gruppi come il nostro sono condannati a crescere nel tempo». «Un passaggio da seguire», lo definisce Giovanna Brambilla, amministratore delegato di Value Search, società specializzata nella ricerca di personale di alto livello soprattutto nella moda. «È vero - spiega - che ci sono già esempi di trasferimenti dal largo consumo al lusso, come Roberto Polet che da Univeler è andato in Gucci e Toni Belloni che da Procter è oggi in Lvmh, ma per le posizioni che sono andati a ricoprire sia Polet che Belloni gestiscono un portafoglio di marchi la cui operatività è però affidata a esperti del settore. Nel caso di Diesel, Riccardi andrà a operare direttamente sul marchio». Risultati - La riorganizzazione che si vede oggi trova origine negli ultimi tre anni. È dalla fine del 2007 che Renzo Rosso sta lavorando al progetto. La crisi economica, con i conseguenti effetti sui conti, ha sicuramente dato una spinta. A fine 2006 Only The Brave fatturava quasi 1,2 miliardi di euro e aveva un utile di 118,3 milioni. L'anno dopo il fatturato era salito oltre 1,3 miliardi ma gli utili netti erano scesi a 108,4 milioni. Nel 2008, a crisi economica mondiale iniziata, i ricavi si erano mantenuti stabili a 1,3 miliardi ma il risultato netto si era ridotto a quasi 62 milioni di euro. Dell'esercizio 2009 finora si conosce solo il fatturato, sempre a 1,3 miliardi, il 3,5% in meno dell'anno precedente ha detto Rosso. Il bilancio non è ancora depositato. Una indicazione si può avere da Staff International, la società che è licenziataria di marchi come Martin Margiela, Vivienne Westwood, Dsquared2, Sophia Kokosalaki e Diesel Denim Gallery: l'utile netto 2009 è stato pari a 4,8 milioni, destinati a riserva, quasi la metà dei 9,2 milioni del 2008. Al contrario, Red Circle lo scorso anno ha aumentato di quasi il 70% gli utili a 2,6 milioni su 4,1 di giro d'affari. Ora in cantiere c'è un piano di sviluppo triennale. In occasione dell'annuncio della nomina di Daniela Riccardi, l'imprenditore aveva detto di ritenere di avere una piccola crescita quest'anno per poi riprendere a correre nel 2011. RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Silvia Sacchi