Rassegna Stampa

Ultimi articoli

■ Corriere della Sera - 16/9/2016
   Lusso, la vera moda è ...

■ Milano Finanza - 13/3/2014
   Cacciatori di teste 2.0 ...

■ Repubblica - 31/12/2013
   Cacciatori di teste 2.0 ...

■ Aziendabanca - Dic 2013
   I nuovi professionisti ...

■ Bargiornale - Nov/Dic 2013
   L’industria alla prova ...

■ CorrierEconomia - 28/10/2013
   Acquisizioni - Da Ittierre a ...

■ Zerouno - 25/10/2013
   Value Search: credential check...

■ Espansione - Settembre 2013
   Cerchi lavoro da manager? ...

Tutti gli articoli ►


Corriere della Sera - Venerdì 3 Novembre 2006


Economia & Carriere. La posizione di product manager è molto ambita dai laureati in economia e commercio

La rivincita della “old economy” rilancia gli uomini del prodotto

di Elena Scarrone

Sempre più gettonato chi “reinventa” i beni di consumo

Ha almeno quarant’anni ma ha saputo evolversi riuscendo a conquistare un ruolo cruciale all’interno delle aziende. E’ “l’uomo del prodotto”, tra le poche professioni ad avere attraversato indenni la rivoluzione imposta dalla new economy sul mercato del lavoro. E che, anzi, oggi vive una nuova fase di rilancio. Giovanni Oriani, presidente di Assores, l’associazione che raggruppa società e consulenti di ricerca e selezione del personale conferma: “Basta scrivere su un’inserzione “product manager” per ottenere una valanga di risposte. E’ una delle figure più ambite, soprattutto fra i giovani neolaureati in economia e commercio. E resta una professione vitalissima, molto richiesta anche in aziende dove prima era sconosciuta. Negli anni il ruolo del responsabile del prodotto si è trasformato ed ha assunto caratteristiche diverse a seconda dell’ambito in cui opera: nelle aziende del settore agro-alimentare, ad esempio, sono richieste elevate competenze in discipline economiche, mentre le industrie chimiche, farmaceutiche o ad alto contenuto tecnologico prediligono esperti di settore o laureati in ingegneria. A prescindere dal mercato in cui opera, il suo compito fondamentale, oggi come ieri, à quello di sovrintendere e coordinare l’intero processo produttivo, dalla nascita fino alla realizzazione del prodotto finito. Compito che in alcuni ambiti richiede elevate competenze tecniche: è il caso di chi lavora nel gruppo Brembo, società leader mondiale di impianti frenanti di alta gamma. Su 4.500 dipendenti, circa 600 sono ingegneri impiegati nel settori ricerca e sviluppo, progettazione e qualità. «“L’uomo del prodotto” da noi à prima di tutto uno specialista – spiega Luciano Graziotti, direttore risorse umane del gruppo Brembo -. Si chiama capo-progetto ed ha una duplice funzione: è contemporaneamente direttore clienti e responsabile dell’intera progettazione e produzione. Presupposto essenziale è che abbia elevate competenze tecniche unite alla capacità di innovare. Dieci anni fa abbiamo creato le piattaforme: sono team di lavoro, dei quali fanno parte persone che hanno funzioni diverse fra loro. Ciascun gruppo è coordinato da un capo-progetto che lavora a stretto contatto sia con i nostri ingegneri sia con quelli dell’azienda nostra cliente. Nel contempo segue l’intero processo, dalla fonderia alla lavorazione del prototipo che viene poi avviato alla produzione».
Siti produttivi del gruppo Brembo sono presenti in nove nazioni, ma lo sviluppo e la progettazione avvengono soprattutto in Italia. Solo di recente sono state create piattaforme negli Usa, in Giappone e prossimamente in Cina. I capi-progetto del gruppo sono una ventina: formati quasi tutti all’interno dell’azienda, sono soprattutto ingegneri meccanici o gestionali. Si tratta di quadri che possono diventare dirigenti quando il capo-progetto coordina più piattaforme. Un altro settore dove il product manager svolge un ruolo determinante è quello della moda e dei beni di lusso. In questo caso il suo compito principale è la funzione di collegamento tra gli uffici creativi delle aziende e i laboratori che realizzano prima i prototipi e poi l’intera collezione. Un’impresa non facile visto che molti dei prodotti delle aziende di moda vengono lavorati all’estero, come spiega Lory Yedid, di Value Search srl, società di consulenza e ricerca del personale: «Prendiamo, ad esempio, un product manager che lavora per un’azienda di scarpe e accessori di lusso. Accanto a competenze specifiche che riguardano il mercato della pelletteria, deve occuparsi delle trattative con i fornitori che magari sono in Europa dell’Est o in Cina, stabilendo tempi e prezzi. E verificare che la produzione rispetti nei dettagli le decisioni dell’ufficio creativo dell’azienda. Più che lauree e titoli di studio, in questo settore conta molto l’esperienza. Unita alla conoscenza delle lingue». “L’uomo del prodotto” ricopre sempre un ruolo di grande responsabilità all’interno dell’azienda. E quando lavora alla creazione di beni di largo consumo, le sue competenze non possono prescindere dagli aspetti commerciali. “Il product manager da noi è in realtà un brand manager – osserva Corrado Cosi, direttore marketing del gruppo Granarolo -, con un ruolo essenziale nel processi di marketing, deve innanzitutto indagare sui bisogni dei consumatori, il primo passo per la nascita di un nuovo prodotto. Attraverso la consulenza dei nostri esperti che lavorano nel settore ricerca e sviluppo, crea un prototipo che va assaggiato, testato, migliorato e avviato alla produzione. Il brand manager sceglie anche il packaging e il vestito del prodotto, e stabilisce il prezzo finale ed il posizionamento sul mercato, impartendo obiettivi e strategie di comunicazione all’agenzia esterna per il lancio: una figura, dunque, cruciale. Nel gruppo Granarolo, 900 milioni di euro di fatturato l’anno, lavorano 25 brand manager. Tutti laureati in economia e commercio, molti con esperienze precedenti in aziende che producono beni di largo consumo. Assunti inizialmente con la qualifica di funzionario impiegatizio di alto livello, possono raggiungere in breve la posizione di quadro. Caratteristica del mestiere del product manager è comunque sempre la grande autonomia ed il ruolo trasversale all’interno dell’azienda, una sorto di direttore d’orchestra che però non esercita un rapporto gerarchico diretto sulle persone che lavorano al prodotto. Quanto guadagna? Dai 70 mila euro lordi l'anno in su. 70 mila euro lordi l'anno: è il livello da cui generalmente partono gli stipendi offerti al product manager. 40 sono gli anni di vita del “product manager”: una figura che ha saputo evolversi nei diversi settori.

Elena Scarrone